Necromanzia

Necromanzia

 

Dal latino Necromantia, la Necromanzia è l’arte del divinare, magia, evocazione dei defunti a scopo divinatorio.


Se ne trovano tracce in tempi molto antichi presso i Babilonesi, i Greci, i Romani e anche presso gli Ebrei pur essendo estranea ai principi sanciti nella Bibbia che la condannò a varie riprese (Levitico 19-31-20; Deuteronomio 18-10-12).

La Bibbia stessa cita l’episodio dell’evocazione dell’ombra di Samuele effettuata dalla principessa Endor su invito del re Saul.

Condannata dal Cristianesimo la Necromanzia sopravvisse alla caduta dell’Impero Romano e se ne trovano tracce nei testi astrologici, magici prevalentemente arabo nel tardo Medioevo e nel Rinascimento.

Esiste anche oggi sebbene sporadicamente e più o meno clandestinamente nell’Africa equatoriale, nelle Antille nel Tibet e presso le sette occultistiche Europee.

Alcuni aspetti del moderno spiritismo hanno caratteristiche negromantiche.

La Necromanzia è un movimento mistico-religioso fondato da Allan Kardec sulla base di manifestazioni medianiche o metapsichiche.

Le origini moderne risalgono al 1846 quando in una casa a New York si verificarono strani fenomeni sotto forma di colpi battuti sulle pareti da agenti invisibili.

Due bambine Margaret e Kate Fox furono le prime a conversare mediante un alfabeto convenzionale con il presunto “spirito”.

Tali fatti suscitarono molto interesse e così fu introdotto il sistema di interrogare gli spiriti intorno ad un tavolino e poi nacquero i primi medium.

La Necromanzia si estese in Inghilterra e poi in Europa come credenza di tipo religioso e trovava una codificazione insieme allo spiritismo ad opera del francese H.Rivail che assunse lo pseudonimo Allan Kardec.

La necromanzia si fonda su questi principi:

1)     Esistenza di Dio

2)     Esistenza dell’anima come spirito indistruttibile e un corpo fluido (semi materiale) per mezzo del quale avvengono fenomeni paranormali e le comunicazioni tra i defunti evidenti

3)     Immortalità dell’anima

4)     Possibilità di comunicare con l’aldilà

5)     Divinazione

Lo studio scientifico ha però sempre più allontanato la necromanzia come studio dei fenomeni ritenuti invece sempre più naturali e non soprannaturali.

Ad Haiti esistono ancora pratiche di necromanzia all’interno del voodoo.

Nelle pratiche della necromanzia si è cercato spesso di trovare un contatto con un defunto e anche un collegamento con persone di fatto non conosciute dalle quali si vorrebbe un parere o un consiglio per risolvere un problema.

Molto spesso si usa associare la necromanzia alla magia nera, ma questo non corrisponde al vero perché la prima non è volta al negativo ma solo al campo esoterico e divinatorio.

Questa pratica ricerca gli spiriti delle persone defunte anche con l’utilizzo di resti umani per poter comunicare con loro con finalità divinatorie per accrescere la sapienza e la conoscenza.

Tutti i rituali finalizzati alla divinazione utilizzano specifici oggetti: amuleti, candele, cerchi magici e vestiti del defunto e i luoghi prediletti per la necromanzia sono Chiese e Cimiteri e come orario la mezzanotte.

Nella necromanzia è il defunto che fa la divinazione e quando appare è solo un ectoplasma.

La necromanzia conferisce ai morti una sapienza che va al di là di ogni comprensione perché il fatto di aver vissuto in entrambi i mondi conferisce loro la più grande conoscenza.

Il contatto con i defunti, la ricerca dei loro spiriti attraverso la necromanzia è anche un grande conforto per la perdita di una persona cara e un incontro solamente spirituale e di grande aiuto davanti ad una perdita definitiva e lacerante.

Pertanto, tutte le culture già dai tempi antichi erano interessate alla possibilità di poter comunicare con i morti pur sapendo che questa capacità era molto difficile.

Quindi il cercare un contatto con i defunti è sempre stato considerato utile per apprendere segreti e acquistare capienza, ma i vari rituali sono sempre stati considerati rischiosi dato il modo contro natura di disturbare i morti dal loro sonno per venire in aiuto ai viventi.

Oltrepassare il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti comporta sempre dei pericoli perché i morti stessi sanno che sono obbligati a restare nel loro mondo opposto al nostro ed è per loro considerato contro natura tornare tra i vivi.

Per la necromanzia è la persona defunta che si avvicina e appare come un ectoplasma davanti a chi lo invoca e quindi è un contatto distaccato tra soggetto e l’entità che rende possibile il collegamento per un breve lasso di tempo tra i vivi e i morti.

 

 

 

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