La bibliomanzia: predire il futuro con i libri

Bibliomanzia

La bibliomanzia è una divinazione consistente nell’aprire a caso un libro, leggere un passo e trarne indicazioni e consigli circa il futuro specialmente con la Bibbia (sortes biblicae) ma anche con l’Eneide (sortes virgilianae).

Le prime notizie della bibliomanzia risalgono all’antica Grecia ma durante il medioevo la pratica della bibliomanzia dilagò in tutta Europa ed in Oriente.

Pertanto i libri specifici per praticare tali predizione sono la Bibbia, il Corano, l’Iliade, l’Odissea di Omero o l’Eneide di Virgilio.

Durante il medioevo erano praticati due metodi: il primo era lasciare che il vento sfogli le pagine del libro aperto, il secondo con la presenza di un sensitivo che con occhi chiusi apriva una pagina a caso per predire il futuro in base alla lettura.

Oggi si pratica la bibliomanzia scegliendo un libro a caso in una biblioteca, tuttavia questa pratica è vietata dalla Chiesa Cattolica anche se si racconta di alcune conversioni avvenute proprio in coincidenza di letture di testi sacri.

In Oriente sono famosi i Ching usati nella bibliomanzia.

Questo libro è composto da varie fasi divinatorie: la scelta di queste frasi si fa lanciando dadi speciali o monetine.

Questo metodo iniziato secoli fa in Cina è ancora oggi molto usato e divulgato in tutto il mondo, infatti il metodo i Ching per praticare la divinazione è molto diffuso e ha parecchi seguaci e con il principio attuato dai Ching esistono diverse pubblicazioni che prevedono rituali vari di concentrazione prima della consultazione.

In Persia terra in cui la bibliomanzia ha avuto largo seguito per molti secoli si usava interpretare il canzoniere di Hafez mistico poeta persiano del 1300.

I divinatori usavano aprire a caso il libro leggendo due versi alla volta per poi interpretarli.

Concludiamo che il potere dei libri e delle letture fin dai tempi antichi andava al di la della trasmissione di conoscenze cercando di interpretare i testi per comprendere quale futuro ci aspettava.

È necessario che i sensitivi continuino sempre a sviluppare la loro predisposizione naturale che, anche se acquisita sin dalla nascita, ha bisogno di essere sempre esercitata.

Il consultante deve avere la certezza di affidarsi a veri sensitivi per cercare di avere risposte sul suo futuro, perché chiedere consiglio alle carte è saggio senza però pretendere che rivelino in dettaglio il futuro.

Ricordiamo che Cesare consigliava sempre ai cittadini romani e li spronava a leggere i testi dei poeti greci perché riteneva che il potere dei libri, oltre a trasmettere conoscenza, aveva la capacità, come anche ritenevano gli auguri di capire il futuro.

Sappiamo che anche oggi molte guide spirituali consigliano la lettura soprattutto dei testi sacri.

Ognuno di noi ha cercato almeno una volta e desiderato di conoscere il proprio futuro e per comprenderlo la bibliomanzia è uno dei metodi più semplici per capire cosa ci accadrà un domani.

La ricca simbologia che si può ricavare dalla lettura dei brani di libri aperti a caso aiuta molto a semplificare questa predizione.

Nel Vecchio Testamento veniva chiaramente vietato predire il futuro, esercitare la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia ne chi faceva incantesimi, ne chi consultava i negromanti o gli indovini, ne chi faceva esorcismi o interrogava i morti disturbandoli nel loro sonno eterno.

Pur essendo vietata oggi dalla Chiesa molte guide spirituali consigliano di lasciarsi ispirare dai versetti sui quali cadono gli occhi quando si apre il libro.

Leggere un passo di un libro ed interpretarlo sulla base della nostra richiesta fatta con il pensiero è alla base della bibliomanzia.

Ad oggi non sappiamo se la bibliomanzia funzionava per interpretare il futuro.

Esistono anche dei piccoli manuali che consentono di avere una forte concentrazione prima del consulto prefissato.

Comunque la presenza di un esperto di arti magiche riesce a interpretare al meglio quanto trovato scritto sul libri aperto a caso ed interpretarlo per dare risposte esaurienti sul comportamento futuro che avrebbe poi dovuto avere il consultante nella vita.

L’arte di interpretare le parole scritte è di pochi privilegiati sensitivi e solo di costoro e necessario fidarsi nel porre le domande sul futuro che ci interessano.

 

 

 

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